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Ritratto di uomo letterato

Arte romana


La scultura raffigura un uomo in età avanzata seduto su un sedile decorato da protomi ferine alate. Il corpo è avvolto in un mantello, l’himation, che lascia scoperti il petto e il braccio sinistro. I piedi sono calzati da sandali di fattura greca composti da fasce di cuoio intrecciate e fermate in un fiocco al collo del piede. Il rotulo, trattenuto nella mano sinistra, e la posizione assisa lo identificano nel tipo dell’”anziano letterato” ispirato a modelli iconografici del IV secolo a.C. Così come la testa, antica ma non pertinente, che mostra una particolare affinità con le raffigurazioni di filosofi greci del medesimo periodo.

Nel 1650 è menzionata come “console” nel Secondo Recinto, nel Viale dei Cipressi, e nel 1832 come Periandro, il terribile tiranno di Corinto ricordato da Erodoto, nella sesta camera della Villa.

L’accuratezza nei particolari del panneggio e la delicata resa della decorazione della sedia suggeriscono per la scultura un inquadramento cronologico alla prima età imperiale. Più tarda appare la realizzazione della testa da porre in epoca adrianea.


Scheda tecnica

Inventario
CCXXXVII
Posizione
Datazione
I secolo d.C. (figura), II secolo d.C. (testa)
Tipologia
Materia / Tecnica
marmo pentelico (figura); marmo bianco (testa)
Misure
altezza senza plinto cm 119; altezza senza plinto cm 144; altezza con la testa non pertinente e col plinto cm 159
Provenienza

Collezione Borghese, ricordato nel 1650 nel II Recinto nel Viale dei Cipressi (Manilli, p. 125) e nel 1832 nella sesta camera della Villa (Nibby, pp. 134-135). Inventario Fidecommissario Borghese, 1833, C., p. 53, n. 179. Acquisto dello Stato, 1902.

Restauri e Indagini diagnostiche
  • Probabilmente XIX secolo - Interventi eseguiti in marmo bianco nella parte esterna del plinto, nella parte anteriore della zampa ferina del sostegno sinistro del sedile, nella parte anteriore del piede sinistro, nel ginocchio sinistro, in quasi tutta la parte del mantello che cade sul sedile presso la coscia sinistra, nel braccio sinistro e in quello destro (fino alla mano). Visibile l’attacco della testa non pertinente. Nel volto, il naso.
  • 1996-97 - Liana Persichelli

Scheda

La statua è ricordata nel 1650 dal Manilli, posta nel II Recinto nel Viale dei Cipressi, accanto a una di Antonino Pio, e identificata come “di persona consulare” (p. 125). Il Montelatici nel 1700 fornisce la stessa interpretazione e ne conferma la collocazione (p. 79). Il Nibby, invece, che la menziona nella sesta camera, riconosce nella figura seduta Periandro, uno dei Sette Sapienti, tiranno della città di Corinto, ricordato da Erodoto (Storie V, 94-95). L’autore realizza tale identificazione in base alla somiglianza con l’erma conservata nella Sala delle Muse presso il Museo Pio Clementino in Vaticano, dotata del nome inciso sul petto (1832, pp. 134-135; 1841, p. 924, n. 15). Il Venturi riporta l’interpretazione dell’Helbig che si tratti di una statua dello storico Tucidide o - ipotizza - uno dei Diadochi sotto le forme di Giove (1893, p. 48). Il Bernoulli, trattando della rappresentazione di Periandro nella statuaria, vede nella statua Borghese una “remota somiglianza, che non giustifica l'identificazione” (1901, p. 44).

La figura, di età avanzata, è assisa su un sedile privo di schienale, i cui sostegni sono decorati anteriormente da protomi di pantere alate con zampe ferine. Sul lato sinistro è presente, in bassorilievo, la figura di un grifo, probabilmente aggiunta in un secondo momento. L’uomo indossa un himation, il mantello, che lascia scoperto il petto e la spalla destra. Il braccio sinistro è disteso lungo il corpo e la mano, poggiata sulle gambe, stringe un rotulo; il braccio destro, sollevato, doveva sostenere un oggetto, forse un’asta, oggi perduto. I piedi, adagiati in terra, calzano sandali di foggia greca, i pedilon, con fasce di cuoio incrociate sul dorso del piede e strette in un fiocco alla caviglia.

La testa, rivolta verso sinistra, mostra i chiari segni dell’età con calvizie sulle tempie, guance scavate e evidenti solchi ai lati del naso e della bocca. Fitti riccioli compongono la capigliatura e la barba, che ricopre le guance.

La Richter riprende l’interpretazione del Nibby e identifica nel volto la raffigurazione di Periandro (1965, p. 86, n. 1) mentre la Von Heintze individua un’affinità con i ritratti greci del IV secolo a.C., in particolare con il tipo dell’Eschine conservato nel Museo Pio-Clementino in Vaticano (1966, pp. 49-50, n. 62). La presenza del rotulo, la barba e l’età matura sembrano legare la scultura al modello dell’“anziano letterato” ispirato a prototipi iconografici di IV secolo a.C.

La raffinata accuratezza evidente nella plasticità delle pieghe della veste e il motivo ornamentale che decora il sedile inducono a ritenere la scultura una produzione di età imperiale, inquadrabile nel I secolo d.C.; in epoca adrianea sembra potersi collocare, invece, la fattura della testa, che risulta antica ma non pertinente.

Giulia Ciccarello




Bibliografia
  • I. Manilli, Villa Borghese fuori di Porta Pinciana, Roma 1650, p. 125.
  • D. Montelatici, Villa Borghese fuori di Porta Pinciana con l’ornamenti che si osservano nel di lei Palazzo, Roma 1700, p. 79.
  • A. Nibby, Monumenti scelti della Villa Borghese, Roma 1832, pp. 134-135, n. 9.
  • Indicazione delle opere antiche di scultura esistenti nel primo piano della Villa Borghese”, Roma 1840, p. 15, n. 16.
  • A. Nibby, Roma nell’anno 1838, Roma 1841, p. 924, n. 15.
  • Indicazione delle opere antiche di scultura esistenti nel primo piano del palazzo della Villa Borghese, Roma 1854 (1873), p. 28, n. 14.
  • A. Venturi, Il Museo e la Galleria Borghese, Roma 1893, p. 48.
  • J. J. Bernoulli, Griechische Ikonographie mit Ausschluss Alexanders und der Diadochen, 1, München, 1901, p. 43-44.
  • G. Giusti, The Borghese Gallery and the Villa Umberto I in Rome, Città di Castello 1904, p. 33.
  • W. Helbig, Führer durch die öffentlichen Sammlungen klassischer Altertümer in Rom (3a edizione), a cura di W. Amelung, II, Leipzig 1913, p. 250, n. 1562.
  • A. De Rinaldis, La R. Galleria Borghese in Roma, Roma 1935, p. 17.
  • P. Della Pergola, La Galleria Borghese in Roma, (3° Edizione), Roma 1954, p. 21.
  • R. Calza, Catalogo del Gabinetto fotografico Nazionale, Galleria Borghese, Collezione degli oggetti antichi, Roma 1957, p. 13, n. 103.
  • G. M. A. Richter, Portraits of the Greek, I, 1965, p. 86, n. 1.
  • W. Helbig, H. Speier, Führer durch die öffentlichen Sammlungen klassischer Altertümer in Rom, (4a edizione), a cura di H. Speier, II, Tübingen 1966, p. 745-746, n. 1996 (von Heintze).
  • P. Moreno, S. Staccioli, Museo e Galleria Borghese. La collezione archeologica, Roma 1980, p. 20.
  • P. Moreno, Le collezioni della Galleria Borghese, Roma 1981, p. 101, fig. a p. 89.
  • K. Kalveram, Die Antikensammlung des Kardinals Scipione Borghese, Worms am Rhein, 1995, p. 262, n. 231.
  • P. Moreno, Ch. Stefani, Galleria Borghese, Milano 2000, p. 195, n. 7 a-b.
  • P. Moreno, A. Viacava, I marmi antichi della Galleria Borghese. La collezione archeologica di Camillo e Francesco Borghese, Roma 2003, pp. 256-257, n. 249.
  • Scheda di catalogo 12/01008546, P. Moreno 1976; aggiornamento G. Ciccarello 2020.
  • Scheda di catalogo 12/01008547, P. Moreno 1979; aggiornamento G. Ciccarello 2020.