Galleria Borghese logo
Risultati della ricerca
X
Nessun risultato :(

Consigli per la tua ricerca:

  • I risultati del motore di ricerca si aggiornano istantaneamente non appena si modifica la chiave di ricerca.
  • Se hai inserito più di una parola, prova a semplificare la ricerca scrivendone solo una, in seguito si potranno aggiungere altre parole per filtrare i risultati.
  • Ometti parole con meno di 3 caratteri, ad esempio "il", "di", "la", perché non saranno incluse nella ricerca.
  • Non è necessario inserire accenti o maiuscole.
  • La ricerca di parole, anche se scritte parzialmente, includerà anche le diverse varianti esistenti in banca dati.
  • Se la tua ricerca non produce risultati, prova a scrivere solo i primi caratteri di una parola per vedere se esiste in banca dati.

Ritratto di principe di età giulio-claudia, su busto moderno

Arte romana


Il ritratto, posto su un busto moderno, è menzionato nella Palazzina Borghese per la prima volta nel 1828 tra le opere destinate ad essere restaurate dallo scultore Massimiliano Laboureur. Il volto virile è caratterizzato da un’espressione assorta, evidenziata dai marcati solchi nasolabiali e dalla fronte corrucciata. La capigliatura è organizzata in fitte ciocche ondulate, ordinate sulla sommità della fronte in una corta frangia che si allunga e si gonfia all’altezza delle tempie. La disposizione dei capelli riprende l’iconografia ritrattistica dei principi di età giulio-claudia, in particolare di Germanico. La scultura, che mostra notevoli interventi di restauro, è inquadrabile agli inizi del I secolo d.C.


Scheda tecnica

Inventario
CCXXXIX
Posizione
Datazione
inizi del I secolo d.C.
Tipologia
Materia / Tecnica
marmo bianco
Misure
altezza con busto cm 65; altezza della testa cm 28.
Provenienza

Collezione Borghese, ricordato nella Palazzina in sala VIII nel 1828 (Moreno, Sforzini, 1897, p. 361); Inventario Fidecommissario Borghese, 1833, C., p. 53, n. 176; Acquisto dello Stato, 1902.

Restauri
  • Sec. XIX, III decennio ca. - Massimiliano Laboureur, reintegrazione di parti mancanti, in marmo e stucco: interventi nel naso, nella superficie della testa che appare completamente rilavorata con vistose tracce di spazzola. Posta su busto moderno.

Scheda

Il ritratto virile è posto su un busto loricato moderno, con indosso un mantello, il paludamentum, trattenuto da una fibbia circolare sulla spalla destra. Della corazza si riconoscono le pieghe frangiate della spalla destra e sotto la lorica trapela l’orlo della tunica. La testa di forma ovale allungata è leggermente rivolta verso sinistra. Il volto, glabro, presenta un’espressione tesa e concentrata sottolineata dall’ampia fronte quadrata, appena contratta, dagli zigomi sporgenti e dalle rughe di espressione che solcano i lati del naso. Le sopracciglia sottili sono lievemente discendenti, gli occhi lisci con caruncola lacrimale incisa con il trapano e la palpebra superiore marcata. La bocca è piccola e serrata con angoli scavati e rivolti leggermente verso il basso. La pettinatura è ordinata in ciocche mosse che dipartono da un vortice sulla sommità del capo, si arrestano sulla fronte in una frangia corta e regolare e si allungano davanti alle orecchie.

La disposizione della frangia composta da fitte ciocche contigue, divergenti all’altezza dell’occhio destro e leggermente rigonfie sulle tempie, è genericamente ispirata al repertorio della ritrattistica dei principi di età giulio-claudia. In particolare la scultura sembra trovare un confronto con l’iconografia nota di Germanico, così come appare in un ritratto rinvenuto a Gabii e conservato al museo del Louvre (Ma 1238: Martinez 2004, p. 88, n. 0131) e con un secondo alla Glyptotek di Copenaghen (Johansen 1995, II, pp. 128-129, n. 52). Il ritratto Borghese, che presenta forti rilavorazioni a trapano sulla superficie, è inquadrabile agli inizi del I secolo d.C.

Il busto Borghese compare nel 1828 in una missiva del Ministro Giuseppe Gozzani al Principe Camillo Borghese tra le opere affidate allo scultore Massimiliano Laboureur per essere restaurate. La scultura, successivamente posta nella sala VIII, è definita “Testa di Germanico” e ritenuta “probabilmente moderna” (Moreno, Sforzini, 1897, p. 361). Il Nibby, nel 1841, la menziona come “busto incognito” (p. 924, n. 12). La Calza la considera molto restaurata e la attribuisce all’età Giulio-Claudia (p. 14, n. 119).

Giulia Ciccarello




Bibliografia
  • Indicazione delle opere antiche di scultura esistenti nel primo piano del Palazzo della Villa Borghese, Roma 1840, p. 25, n. 12.
  • A. Nibby, Roma nell'anno MDCCCXXXVIII, IV, Roma 1841, p. 924, n. 12.
  • Indicazione delle opere antiche di scultura esistenti nel primo piano del Palazzo della Villa Borghese, Roma 1854 (1873), p. 28, n. 5.
  • A. Venturi, Il Museo e la Galleria Borghese, Roma 1893, p. 48.
  • G. Giusti, La Galerie Borghèse et la Ville Humbert Premier à Rome, Roma 1904, p. 33.
  • P. Della Pergola, La Galleria Borghese in Roma, Roma 1954, p. 22.
  • R. Calza, Catalogo del Gabinetto fotografico Nazionale, Galleria Borghese, Collezione degli oggetti antichi, Roma 1957, p. 14, n. 119.
  • P. Moreno, C. Sforzini, I ministri del principe Camillo: cronaca della collezione Borghese di antichità dal 1807 al 1832, in “Scienze dell’Antichità”, 1, 1987, pp. 339-371, in part. p. 361.
  • F. Johansen, Catalogue Ny Carlsberg Glyptotek. Roman Portraits, II, Copenhagen 1995, pp. 128-129, n. 52.
  • P. Moreno, A. Viacava, I marmi antichi della Galleria Borghese. La collezione archeologica di Camillo e Francesco Borghese, Roma 2003, p. 253, n. 244.
  • J. L. Martinez, Les antiques du Musée Napoléon. Edition illustrée et commentée des volumes V et VI de l'inventaire du Louvre en 1810, Paris 2004, p. 88, n. 0131.
  • Scheda di catalogo 12/01008541, P. Moreno 1979; aggiornamento G. Ciccarello 2020.