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Autoritratto in età giovanile

Bernini Gian Lorenzo

(Napoli 1598 - Roma 1680)

Il dipinto rappresenta l’Autoritratto di Gian Lorenzo Bernini all’età di circa 25 anni ed è considerato una delle prime prove pittoriche dell’artista. La cronologia è accostabile a quella del celebre David in marmo commissionatogli da Scipione Borghese, come evidenziato anche dalla tensione che caratterizza il volto dell’eroe biblico, frutto degli studi di espressione condotti da Bernini su sé stesso. La Galleria Borghese conserva anche l’Autoritratto in età matura e il Ritratto di fanciullo che, insieme a questo dipinto, costituiscono uno dei nuclei più importanti a testimonianza dell’attività pittorica berniniana. 


Scheda tecnica

Inventario
554
Posizione
Datazione
1623 circa
Tipologia
Periodo
Materia / Tecnica
olio su tela
Misure
cm 39 x 31
Cornice

‘600 (nera con profili a onde, listello interno dorato a loto); cm  72,5 x 64,5 x 8,5

Provenienza

Acquisto dello Stato dalla collezione Alvise De Ruggieri, 1919

Mostre
  • 1922 Firenze, Palazzo Pitti
  • 1930 Roma
  • 1954 Napoli, Palazzo Reale
  • 1981 Città del Vaticano, Braccio di Carlo Magno
  • 1992 Roma, Palazzo delle Esposizioni
  • 1998 Roma, Galleria Borghese
  • 1998-1999 Milano, Palazzo Reale
  • 1999 Roma, Palazzo Venezia
  • 2006 Roma, Castel Sant’Angelo
  • 2007 Roma, Palazzo Barberini
  • 2008-2009 Los Angeles, J.P. Getty Museum; Ottawa, National Gallery of Canada
  • 2013 Lens, Louvre-Lens
  • 2014-2015 Lipsia, Museum der Bildenden Künste
Restauri
  • 1936 Carlo Matteucci
  • 1963 Alvaro Esposti
  • 1996 Paola Tollo
  • 2009 Laboratorio della Soprintendenza

Scheda

Il dipinto, proveniente dalla collezione di Alvise De Ruggeri, venne acquistato dalla Galleria Borghese nel 1919 come opera di Andrea Sacchi. L’attribuzione a Gian Lorenzo Bernini, già proposta da D’Achiardi nel 1908, fu confermata da Corrado Ricci al momento dell’ingresso in collezione e condivisa, con rare eccezioni, dalla critica successiva. L’opera rappresenta l’Autoritratto dell’artista e si ritiene databile intorno al 1623, all’età di circa venticinque anni; ne deriva la definizione di giovanile per distinguerlo da un altro ritratto che l’artista realizzò di sé stesso in età più matura e che si trova ugualmente conservato in Galleria Borghese (inv. 545). La datazione dell’opera, proposta da Luigi Grassi anche sulla scorta della sua vicinanza con il David con la testa di Golia di Palazzo Barberini, è in accordo con l’età dimostrata da Bernini nel ritratto, ed è oggi generalmente accettata (per un riepilogo delle proposte attributive e cronologiche espresse dagli studiosi cfr. Petrucci 2006, pp. 310-311; Montanari 2007, pp. 88-89). Un utile termine di confronto è un’immagine dell’artista incisa da Ottavio Leoni e circolante intorno al 1622, in cui il soggetto, sebbene presenti una certa generalizzazione dei tratti, è raffigurato con i capelli più corti ma comunque mossi, i baffi e la mosca, come nel dipinto Borghese (Herrmann Fiore 1992, p. 38; Petrucci cit.; Montanari cit.).

Come in altri ritratti, quali il già citato Autoritratto in età matura e il Ritratto di fanciullo (inv. 555), l’artista si rappresenta su uno sfondo di colore verdastro e la parte inferiore del dipinto, in corrispondenza del colletto e delle spalle, rimane appena abbozzata, priva di interesse descrittivo; il viso è realizzato con tocchi di colore puro, senza l’utilizzo di contorni lineari, secondo una tecnica di contrapposizione dei chiari e degli scuri definita pittura “a macchia” (cfr. Petrucci cit.). L’utilizzo di una coloritura densa lascia emergere la ricerca di una resa compatta e scultorea del viso, di una solidità volumetrica che ben si addice ad uno scultore alle prese con le sue prime prove pittoriche (Herrmann Fiore cit.; Martinelli 2003, pp. 23-24).

La critica si è più volte soffermata sullo sguardo teso, interlocutorio e definito quasi aggressivo, probabilmente frutto di un attento studio di espressione che l’artista condusse su sé medesimo per arrivare a definire anche il volto del celebre David marmoreo (inv. LXXVII), che le fonti identificano con Bernini stesso. La scultura, la cui commissione da parte del cardinal Montalto era stata poi rilevata da Scipione Borghese, è infatti databile proprio al 1623-1624 e rivela uno stretto rapporto con l’Autoritratto giovanile (Herrmann Fiore cit.; Petrucci cit.; Montanari cit.). 

Per il suo stile e la cronologia precoce, si ritiene che il quadro rappresenti una delle prime incursioni di Bernini nel campo della pittura ed è considerato l’archetipo di una serie di ritratti e autoritratti realizzati dall’artista, nonché utile termine di confronto anche per future nuove aggiunte al catalogo pittorico berniniano (Montanari cit.).   

Il dipinto è stato accostato a due autoritratti di Bernini in disegno conservati rispettivamente al British Museum di Londra (Grassi cit.) e al Kupferstichkabinett di Düsseldorf (Kruft, Larsson 1968, p. 130; cfr. anche Herrmann Fiore cit.). 

Pier Ludovico Puddu




Bibliografia
  • P. D’ Achiardi, Due ritratti sconosciuti di G.L. Bernini, in “L’Arte”, XI, 1908, pp. 379-380;
  • A. Muñoz, Bernini pittore, in “Rassegna d’Arte Antica e Moderna”, VII, 1920, pp. 146-148;
  • Mostra della Pittura Italiana del Seicento e Settecento MCMXXII, catalogo della mostra (Firenze, Palazzo Pitti, 1922), Roma-Milano-Firenze 1922, p. 37, n. 107;
  • G. Cantalamessa, Cronaca delle Belle Arti. Acquisti, in “Bollettino d'Arte”, II, 1922-1923, p. 97;
  • R. Longhi, Precisioni nelle Gallerie Italiane, I, La R. Galleria Borghese, Roma 1928, p. 226;
  • V. Mariani, Ancora un dipinto del Bernini, in “L’Arte”, XXXII, 1929, p. 25;
  • Mostra di Roma Seicentesca, catalogo della mostra (Roma, 1930), a cura di G. Incisa Della Rocchetta, Roma 1930, p. 19, nota 86;
  • M. Nugent, Alla mostra della pittura italiana del ‘600 e ‘700, note e impressioni, II, S. Casciano, Val di Pesa 1930, pp. 385-386;
  • H. Brauer, R. Wittkower, Die Zeichnungen des Gianlorenzo Bernini, Berlin 1931, p. 15;
  • L. Grassi, Bernini Pittore, Roma 1945, pp. 19, 21-22, 29-30;
  • A. De Rinaldis, Catalogo della Galleria Borghese, Roma 1948, p. 68;
  • V. Martinelli, Le pitture del Bernini, in “Commentari” I, 1950, pp. 97-98;
  • C. Refice, Andrea Sacchi disegnatore, in “Commentari”, I, 1950, 4, p. 216;
  • P. Della Pergola, La Galleria Borghese in Roma (“Itinerari dei Musei e monumenti d’Italia”), Roma 1951, p. 45;
  • L. Grassi, Di un ritratto inedito e ancora del Bernini pittore, in “Bollettino di storia dell’arte”, 1951, p. 102;
  • R. Wittkower, Works by Bernini at the Royal Academy, in “The Burlington Magazine”, XCIII, 1951, pp. 51, 55, nota 37;
  • Mostra del ritratto storico napoletano, catalogo della mostra (Napoli, Palazzo Reale, 1954), a cura di G. Doria, F. Bologna, Napoli 1954, p. 21, n. 21;
  • P. Della Pergola, La Galleria Borghese. I Dipinti, II, Roma 1959, pp. 72-73, n. 107;
  • V. Martinelli, ad vocem Bernini Gian Lorenzo scultore, in “Enciclopedia Universale dell’Arte”, II, 1959, p. 538;
  • L. Grassi, Gianlorenzo Bernini, Roma 1962, pp. 154-155;
  • L. Salerno, in H. Klinder, G. Bazin, H. Gerson, Kindlers Malerei Lexicon, I, Zurigo 1964, p. 331;
  • M. Fagiolo Dell’Arco, Bernini: una introduzione al gran teatro del barocco, Roma 1966, n. 26;
  • A. Riccoboni, Questo il volto di Gianlorenzo Bernini, in “Capitolium”, XLI, 1966, pp. 14-15;
  • H. W. Kruft, L. O. Larsson, Porträtzeichnungen Berninis und seiner Werkstatt, in “Pantheon”, XXVI, 1968, 2, p. 130;
  • M. Fagiolo Dell’Arco, A. Cipriani, Bernini, Königstein 1981, p. 3;
  • P. Santa Maria Mannino, in Bernini in Vaticano, catalogo della mostra (Città del Vaticano, Braccio di Carlo Magno, 1981), a cura di A. Gramiccia, Roma 1981, p. 56, n. 33;
  • K. Herrmann Fiore, in Invisibilia. Rivedere i capolavori. Vedere i progetti, catalogo della mostra (Roma Palazzo delle Esposizioni, 1992), a cura di M. E. Tittoni, S. Guarino, Roma 1992, p. 38;
  • A. Coliva (a cura di), Galleria Borghese, Roma 1994, p. 236;
  • K. Herrmann Fiore (a cura di), Guida alla Galleria Borghese, Roma 1997, pp. 89-90;
  • A. Angelini, Gian Lorenzo Bernini e i Chigi tra Roma e Siena, Cinisello Balsamo 1998, p. 55;
  • K. Herrmann Fiore (a cura di), Guida alla Galleria Borghese, Roma 1998, pp. 90-91;
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  • R. Sansone, in L’anima e il volto: ritratto e fisiognomica da Leonardo a Bacon, catalogo della mostra (Milano, Palazzo Reale, 1998-1999), a cura di F. Caroli, Milano 1998, pp. 272-273;
  • K. Herrmann Fiore, in Gian Lorenzo Bernini regista del Barocco, catalogo della mostra (Roma, Museo Nazionale di Palazzo Venezia, 1999), a cura di M.G. Bernardini, M. Fagiolo Dell’Arco, Milano 1999, p. 296, n. 3;
  • A. Coliva, Ritratti e autoritratti : Bernini e Velásquez, in Velásquez a Roma, Velásquez e Roma, catalogo della mostra (Roma, Galleria Borghese, 1999-2000), a cura di A. Coliva, Milano 1999, p. 35 e sgg.
  • I. Sgarbozza, in Velásquez a Roma, Velásquez e Roma, catalogo della mostra (Roma, Galleria Borghese, 1999-2000), a cura di A. Coliva, Milano 1999, p. 91, n. 15;
  • C. Stefani, in P. Moreno, C. Stefani, Galleria Borghese, Milano 2000, p. 303, n. 11;
  • F. Petrucci, L’opera pittorica di Gian Lorenzo Bernini, in Bernini a Montecitorio, a cura di M.G. Bernardini, Roma 2001, pp. 66, 68, 77, 87;
  • M. Fagiolo Dell’arco, “Plus né pour être paintre que sculpteur”. Novità su Bernini pittore e i suoi allievi, in “Firmantiquari”, X, 2002, 28/29, p. 30;
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  • F. Petrucci, I dipinti del Bernini, in D. Gallavotti Cavallero (a cura di), Bernini e la pittura, Roma 2003, pp. 150, 153;
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  • K. Herrmann Fiore, Galleria Borghese Roma scopre un tesoro. Dalla pinacoteca ai depositi un museo che non ha più segreti, San Giuliano Milanese 2006, p. 177;
  • T. Montanari, A New Portrait by Bernini, in “The Burlington Magazine”, CXLVIII, 2006, 1240, p. 478;
  • T. Montanari, Bernini pittore, in Bernini pittore, catalogo della mostra (Roma, Palazzo Barberini, 2007-2008), a cura di T. Montanari, Cinisello Balsamo 2007, p. 24;
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  • J. L. Seydl, in Bernini and the Birth of Baroque Portrait Sculpture, catalogo della mostra (Los Angeles, J. Paul Getty Museum; Ottawa, National Gallery of Canada, 2008-2009), a cura di A. Bacchi, Los Angeles 2008, p. 87, n. I.I;
  • T. Montanari, Il colore del marmo. I busti di Bernini tra scultura e pittura. Ritratto e storia, funzione e stile (1610-1638), in I marmi vivi. Bernini e la nascita del ritratto barocco, catalogo della mostra (Firenze, Museo Nazionale del Bargello, 2009), a cura di A. Bacchi et alii, Firenze 2009, p. 104;
  • L’Europe de Rubens, catalogo della mostra (Lens, Louvre Lens, 2013), a cura di A. Balis, B. Dacos, Paris 2013, p. 330, n. 160;
  • Bernini. Erfinder des barocken Rom, catalogo della mostra (Leipzig, Museum der Bildenden Künste, 2014-2015), a cura di H.W. Schmidt, Berlin 2014.