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Ritratto di giovane

Fontana Lavinia

(Bologna 1552 - Roma 1614)

Il disegno, completato a tempera, venne acquistato probabilmente dal cardinale Scipione Borghese, uno dei tanti estimatori della pittrice bolognese, di cui possedeva altri due dipinti: Minerva in atto di abbigliarsi (inv. 7) e Il sonno di Gesù (inv. 437). L'opera, firmata e datata, fu eseguita a Roma nel 1606 e presenta il ritratto di un giovane che, posto di spalle, si gira verso l'osservatore con uno sguardo vivace, costituendo uno dei pochi documenti, realizzati con questa tecnica, da Lavinia Fontana.


Scheda tecnica

Inventario
081
Posizione
Tipologia
Periodo
Materia / Tecnica
matita grassa, tempera e biacca su carta avana
Misure
cm 47,5 x 35,5
Cornice
Salvator Rosa (cm 61 x 49,5 x 5).
Provenienza

(?) Roma, collezione Borghese, 1650 (Manilli 1650); Inv. 1700, St. IV, n. 39; Inv. 1790, St. VIII, n. 35; Inventario Fidecommissario, 1833, p. 20; Acquisto dello Stato, 1902.

Iscrizioni
In basso a destra "LAVIN.A FON.A F. 1606".
Mostre
  • 1992 Roma, Palazzo delle Esposizioni;
  • 2007 Washington, National Museum of Women in the Arts;
  • 2019-2020 Madrid, Museo Nacional del Prado;
  • 2020-2021 Milano, Palazzo Reale.
Conservazione e Diagnostica
  • 1960-1961 Renato Massi (restauro della cornice).

Scheda

Questo raffinato ritratto fu eseguito da Lavinia Fontana nel 1606 a Roma ed entrò con buona probabilità in collezione Borghese tramite il cardinale Scipione, noto all'epoca per essere uno dei più grandi estimatori della pittrice bolognese, alla quale nel 1613 commissionò la Minerva in atto di abbigliarsi (inv. 7). Questa Testa di giovane, infatti, è segnalata a partire dal 1650 presso il casino di Porta Pinciana, dove fu vista da Iacomo Manilli che la descrisse come una "testa del Redentore". Ritenuta da Adolfo Venturi (1893) una copia di mano della pittrice di un disegno dei Carracci, tratto a sua volta da un originale di Correggio, nel 1955 questa tempera fu considerata da Paola della Pergola uno studio preparatorio eseguito ex novo da Lavinia Fontana, e così pubblicata dalla studiosa nel catalogo dei dipinti della Galleria Borghese. Nel 1984, Angela Ghirardi (cfr. anche Ghirardi 2019) ipotizzò che il disegno fosse in realtà un bozzetto preparatorio per una delle figure ritratte sullo sfondo della perduta pala di San Paolo fuori le Mura, dipinta da Lavinia e ad oggi nota grazie a un'incisione di Jacques Callot; ipotesi seguita poco dopo da Maria Teresa Cantaro (1989) che, nel testo dedicato alla "pittora singolare", notò alcune analogie con la testa di San Giovanni visibile nel Matrimonio mistico di santa Caterina (già coll. Duke of Leuchtenberg).

Il disegno rientra tra la sua produzione di ritratti, genere ampiamente frequentato dalla 'pittora', col quale riuscì a imporsi sia a Bologna che a Roma, dove sperimentò soluzioni permeate da un forte gusto raffaellesco (Longhi 1928), debitrici al contempo di un naturalismo di origine carraccesca (Ghirardi 1984), attraverso il quale riuscì a restituire - come in questo caso - vita all'effigiato. Il volto, infatti, incorniciato da una fluente chioma, è ritratto mentre si volge verso lo spettatore, col quale silente instaura un dialogo con gli occhi.

  Antonio Iommelli




Bibliografia
  • I. Manilli, Villa Borghese fuori di Porta Pinciana, Roma 1650, p. 100; 
  • G. Piancastelli, Catalogo dei quadri della Galleria Borghese, in Archivio Galleria Borghese, 1891, p. 172; 
  • A. Venturi, Il Museo e la Galleria Borghese, Roma 1893, p. 75; 
  • R. Longhi, Precisioni nelle Gallerie Italiane, I, La R. Galleria Borghese, Roma 1928, p. 185; 
  • A. Venturi, Storia dell’Arte Italiana, IX, Roma 1933, IX, 6, p. 694; 
  • B. Galli, Lavinia Fontana Pittrice, Imola 1940, p. 46; 
  • A. De Rinaldis, Catalogo della Galleria Borghese, Roma 1948, p. 57:
  • P. della Pergola, Itinerario della Galleria Borghese, Roma 1951, p. 34;
  • P. della Pergola, La Galleria Borghese. I Dipinti, I, Roma 1955, p. 36, n. 46;
  • R. Longhi, Saggi e ricerche 1925-28. Precisioni nelle gallerie italiane. La Galleria Borghese, Firenze 1967, pp. 336-337; 
  • A. Ghirardi, Una pittrice bolognese nella Roma di primo Seicento, in “Il Carrobbio”, X, 1984, p. 155; 
  • Pittura bolognese del ‘500, a cura di V. Fortunati Pierantonio, II, Bologna 1986, p. 737; 
  • M.T. Cantaro, Lavinia Fontana bolognese: “pittora singolare” 1552-1614, Milano 1989, pp. 51, 212-213; 
  • K. Herrmann Fiore, scheda in Invisibilia. Rivedere i capolavori. Vedere i progetti, catalogo della mostra (Roma, Palazzo delle Esposizioni, 1992), a cura di M. E. Tittoni, S. Guarino, Roma 1992, pp. 28-29; 
  • V. Fortunati, Fontana, Lavinia, in Dizionario Biografico degli Italiani, XLVIII, 1997, ad vocem;
  • I. Bianchi, scheda in Lavinia Fontana of Bologna: 1552 – 1614, catalogo della mostra (Washington, DC, National Museum of Women in the Arts, 1998), a cura di V. Fortunati Milano 1998, p. 104, n. 28; 
  • P. Moreno, C. Stefani, Galleria Borghese, Milano 2000, p. 384; 
  • K. Herrmann Fiore, Galleria Borghese Roma scopre un tesoro. Dalla pinacoteca ai depositi un museo che non ha più segreti, San Giuliano Milanese 2006, p. 31; 
  • I. Graziani, scheda in Italian Women Artists from Renaissance to Baroque. Court, commerce and convent, catalogo della mostra (Washington, The National Museum of Women in the Arts, 2007), a cura di V. Fortunati, J. Pomeroy, C. Strinati, Milano 2007, p. 162, n. 31.
  • A. Ghirardi, scheda in A tale of two women painters. Sofonisba Anguissola. Lavinia Fontana, catalogo della mostra (Madrid, Museo Nacional del Prado, 2019-2020), a cura di L. Ruiz Gómez, Madrid 2019, pp. 186-187.
  • S. Biancani, scheda in Le Signore del Barocco. Storie di donne tra ’500 e ’600, catalogo della mostra (Milano, Palazzo Reale, 2021), Milano 2021, p. 299;