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Paesaggio fantastico

Bril Paul (?)

(Anversa 1554 - Roma 1626)

La tela rappresenta un paesaggio tipico fiammingo rappresentante un pastore, seduto all'ombra di un albero, intento ad osservare alcune rovine in lontananza. Riferita in passato a Paul Bril, l'opera è stata successivamente attribuita al pittore belga Frederik van Valckenborch, eseguita probabilmente tra il 1595-1596. 


Scheda tecnica

Inventario
019
Posizione
Datazione
1595-1596 circa
Tipologia
Periodo
Materia / Tecnica
olio su tela
Misure
cm 66 x 90
Cornice
 Salvator Rosa 
Provenienza
(?) Roma, cardinale Scipione Borghese, 1607; Inv. 1693, St. XI, nn. 100, 128; Inventario Fidecommissario, 1833, pp. 15, 26; Acquisto dello Stato, 1902.

Scheda

La provenienza di questo dipinto non è ancora chiara. Secondo Paola Della Pergola (1959, p. 153) poteva far parte del gruppo delle opere sequestrate dai fiscali di Paolo V a Giuseppe Cesari, detto il Cavalier d'Arpino, tra le quali figuravano certamente alcuni paesaggi, impossibili da identificare. 

Così come per il Paesaggio con tempio classico e cacciatore (inv. 12) e il Paesaggio fantastico (inv. 13), l'opera è descritta nel 1693 - assieme al suo pendant (inv. 18) - di mano di Paul Bril, paternità ribadita anche nell'Inventario Fidecommissario del 1833 che, a differenza del Paesaggio con tempio classico e cacciatore (inv. 12), considerò le altre telette tutte autografe. Nel 1893 Adolfo Venturi (pp. 28, 36) giudicò questo paesaggio e gli altri tre dipinti "deboli pitture, da ascriversi piuttosto ad un seguace", parere condiviso successivamente sia da Longhi (1928, p. 76), sia da Della Pergola (1959, p. 154) che, tenendo conto dello stile, parlò di bottega di Bril, escludendo pertanto la sua piena autografia.

Nel 1980, Gerszi ha riferito quest'opera al pittore Frederik van Valckenborch, artista belga presente in Italia insieme al fratello Gillis a partire dal 1590-1592, fissandone l'esecuzione tra il 1595-1596.

      Antonio Iommelli


Bibliografia
  • S. Francucci, La Galleria dell’Illustrissimo e Reverendissimo Signor Scipione Cardinale Borghese cantata in versi [1613], Arezzo 1647, St. 126-127; 
  • G. Piancastelli, Catalogo dei quadri della Galleria Borghese in Archivio Galleria Borghese, 1891, pp. 381-3; 
  • A. Venturi, Il Museo e la Galleria Borghese, Roma 1893, pp. 28, 36; 
  • R. Longhi, Precisioni nelle Gallerie Italiane, I: La R. Galleria Borghese, Roma 1928, p. 176; 
  • L. van Puyvelde, La Peinture Flamande à Rome, Bruxelles 1950, p. 76; 
  • P. Della Pergola, Itinerario della Galleria Borghese, Roma 1951, pp. 13, 17; 
  • P. Della Pergola, La Galleria Borghese. I Dipinti, II, Roma 1959, p. 153, n. 218;
  • D. Bodart, Les peintres des Pays-Bas méridionaux et de la principauté de Liège à Rome au XVIIème siècle, Bruxelles-Roma 1970, p. 228; 
  • T. Gerszi, Neuere Aspekte der Kunst Frederik van Valckenborchs, “Jahrbuch der Berliner Museen”, 32, 1990, pp. 173-189, p. 183; 
  • L. Pijl, Paintings by Paul Bril in collaboration with Rottenhammer, Elsheimer and Rubens, in "The Burlington Magazine", CXXXX, 1998, pp. 660-667;
  • L. Pijl, Figure nd Landscape: Paul Bril’s collaboration with Hans Rottenhammer and other figure painters, in Fiamminghi a Roma 1508-1608, atti del convegno (Utrecht 1995), a cura di S. Eiche, G.J. Van der Sman, J. van Waadenijen, Firenze 1999, pp. 79-91;
  • P. Moreno, C. Stefani, Galleria Borghese, Milano 2000, p. 144; 
  • K. Herrmann Fiore, Caravaggio e la quadreria del Cavalier d’Arpino, in Caravaggio: la luce nella pittura lombarda, catalogo della mostra (Bergamo, Accademia Carrara di Belle Arti, 2000), a cura di C. Strinati e R. Vodret, Milano 2000, p. 69; 
  • F. Cappelletti, Paul Bril e la pittura di paesaggio a Roma (1580-1630), Roma 2005-2006;
  • K. Herrmann Fiore, Galleria Borghese Roma scopre un tesoro. Dalla pinacoteca ai depositi un museo che non ha più segreti, San Giuliano Milanese 2006, p. 11;