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Mosaico pavimentale con Eroti vendemmianti

Arte romana


Il lacerto musivo antico, inserito nel piano di un tavolo settecentesco e delimitato da due cornici floreali moderne, raffigura due amorini in atto di vendemmiare, nudi e alati, dai tratti particolarmente stilizzati. 

Questa caratterizzazione, riscontrabile in altri esemplari noti, porta ad inquadrare il mosaico nella metà del IV secolo d.C.


Scheda tecnica

Posizione
Datazione
metà IV secolo d.C.
Tipologia
Materia / Tecnica
tessere in marmo
Misure
altezza cm 71; larghezza cm 144
Provenienza
Inserito nel piano di un tavolo realizzato probabilmente nel corso del nuovo allestimento tardo-settecentesco della Villa (González-Palacios 1993, pp. 232-243). Acquisto dello Stato, 1902. 
Restauri
  • Interventi nel piede dell’Erote a sinistra, in una zona centrale bianca, in parte della tinozza a destra e nella cima dell’albero. Moderne le cornici floreali.
  • 1989 Consorzio ARKE'

Scheda

Il frammento musivo è inserito sul ripiano di un tavolino in marmo al quale è stato adattato con risarciture di grandi tessere bianche e due cornici floreali ai lati. Il tavolo fu eseguito quasi sicuramente nel corso del rinnovamento neoclassico della Palazzina, avvenuto per volere del principe Marcantonio IV sotto la direzione dell’architetto Antonio Asprucci (González-Palacios 1993, pp. 232-243). 

Della parte antica si conservano le figure di due Eroti, nudi ed alati, nell’atto di vendemmiare: quello di sinistra trasporta una cesta piena d’uva sul capo con entrambe le mani, l’altro è voltato verso di lui e lo incita con il braccio destro teso, mentre con la mano sinistra sorregge un recipiente più piccolo verso il tino. Sullo sfondo è presente un tronco spoglio e in basso, in primo piano, una roccia. Il soggetto iconografico si ritrova particolarmente diffuso nel mondo romano, soprattutto in ambito privato, per il suo valore evocativo di benessere paradisiaco. La stilizzazione dei tratti fisionomici che caratterizza le due figure, con elementi del volto e parti anatomiche resi schematicamente mediante semplici tratti di tessere accostate, trova confronto in alcuni mosaici di medesimo soggetto del IV secolo d.C. Una particolareggiata scena di vendemmia decora il soffitto della volta del Mausoleo di Santa Costanza sulla via Nomentana, mentre scene di coltivazione della vite, di vendemmia e di pigiatura dell’uva ornano i pavimenti di alcuni ambienti attigui al Portico ovoidale nella Villa Romana del Casale a Piazza Armerina.

      Giulia Ciccarello


Bibliografia
  • Opere in mosaico, intarsi e pietra paesina, catalogo della mostra a cura di S. Staccioli, Roma 1971, pp. 46-47, n.26
  • P. Moreno, Museo e la Galleria Borghese, La collezione archeologica, Roma 1980, p.22.
  • P. Moreno, S. Staccioli, Le collezioni della Galleria Borghese, Milano 1981, p.102.
  • A. González-Palacios, Il gusto dei principi: arte di corte del XVII e del XVIII secolo, Milano 1993.
  • K. Werner, Mosaikenaus Rom. Polychrome Mosaikpavimente und Emblemata aus Rom
  • und Umgebung, Würzburg 1994, p.381, K 149.
  • P. Moreno, A. Viacava, I marmi antichi della Galleria Borghese: la collezione archeologica 
  • di Camillo e Francesco Borghese, Roma 2003, p. 269, n. 260.
  • Scheda di catalogo 12/01008560, P. Moreno 1975; aggiornamento G. Ciccarello 2020.