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Viaggio biblico pastorale (Viaggio di Giacobbe?)

Castiglione Giovanni Benedetto detto Grechetto

(Genova 1609 - Mantova 1663-65)

La tela, una volta tutt'uno con il dipinto compagno (inv. 551), è entrata a far parte della collezione Borghese solo nel 1912. Eseguita dal pittore genovese Giovanni Benedetto Castiglione rappresenta con buona probabilità il viaggio del patriarca biblico Giacobbe, qui ritratto nella sua traversata verso l'Egitto in compagnia di numerose figure, a piedi e a cavallo, e da svariati animali. 

Carovane di viaggiatori e animali, uniti per attraversare insieme il deserto e paesaggi ameni, rientrano nel repertorio tipico dell'artista genovese che riesce abilmente a descrivere con gusto e finezza tutti i dettagli della scena.


Scheda tecnica

Inventario
550
Posizione
Datazione
1642 circa
Tipologia
Periodo
Materia / Tecnica
olio su tela
Misure
cm 54 x 106
Provenienza
Acquisto dello Stato, 1912.
Mostre
  • 1999 Napoli, Museo Nazionale di Capodimonte
  • 2002 Roma, Scuderie del Quirinale
Conservazione e Diagnostica
  • 1913 Tito Venturini Papari;
  • 1945 Carlo Matteucci;
  • 1990 Soprintendenza di Genova.

Scheda

La tela in esame, dipinta insieme al suo pendant (inv. 551) dal pittore genovese Giovanni Benedetto Castiglione, fu acquistata nel 1912 dalla Galleria Borghese che pagò per entrambi i quadri la somma di lire duemila (Della Pergola 1955). 

Nel 1990 in seguito ad un accurato restauro, condotto in occasione della mostra dedicata al Castiglione a Genova, è stato possibile accertare che le due opere raffiguranti Scene pastorali costituivano in realtà un unico quadro, forse anticamente diviso dallo stesso Grechetto che, dopo aver concluso la parte centrale della tela, non soddisfatto avrebbe deciso di dividerla in più parti (Heimbürger 1994). Secondo Minna Heimbürger, infatti, quest'opera sarebbe stata eseguita in due diversi momenti, come suggerirebbe il pezzo centrale della composizione, dipinto nella seconda metà degli anni Quaranta, che risulta diverso per le proporzioni dei suoi personaggi dalle scene laterali, realizzate nel 1634 quando il pittore, appena giunto a Roma, fu influenzato dalla pittura figurativa di Nicolas Poussin, Pietro Testa e Pier Francesco Mola.

Ancora nel 1990, Federica Lamera ha avanzato una nuova ipotesi circa la lettura del soggetto, interpretato come la raffigurazione del viaggio del patriarca Giacobbe in Egitto (Genesi, 46), un tema ampiamente affrontato dal pittore e qui caratterizzato da un linguaggio pittorico 'rinnovato', diverso rispetto alle tele con analogo soggetto eseguite dal pittore negli anni Trenta (New York, collezione privata; Dresda, Gemäldegalerie; Madridì, Museo del Prado). Secondo la studiosa, infatti, in questo periodo il Grechetto unì sapientemente la matrice genovese con quella romana, realizzando opere caratterizzate da ampi paesaggi sullo sfondo e da una nuova ricercata luminosità; conquiste che invece risultano più dimesse nella tela Borghese in cui emerge una vena più descrittiva, tipica della sua produzione degli anni Quaranta. 

Le due tele, inoltre, dimostrano l'interesse del Castiglione per le incisioni di Rembrandt, da cui egli riprese alcune figure, come quella del ragazzo di colore e del personaggio con il turbante - ritratti uno dietro l'altro al centro della scena, vicini al cavallo su cui siede il vecchio Giacobbe - tratti dall'opera dell'olandese raffigurante Cristo davanti a Pilato (Chicago, The Art Institute; cfr. Strandring 1987), composizione ben nota al Grechetto come suggeriscono altri due suoi disegni (Studio di teste, Windsor Castle, Royal Library, n. RL 3944; e Studio di personaggi orientali, Digione, Museo, n. 787; cfr. Standring 1985; Lamera 1990). 

Un dipinto assai prossimo al dipinto Borghese è stato segnalato da Federica Lamera (1990) presso l'Accademia Carrara di Bergamo. 

Antonio Iommelli




Bibliografia
  • Cantalamessa, Nuovi acquisti della Galleria Borghese, in “Bollettino d’Arte”, I, 1913, pp. 113-15.
  • Cantalamessa, Cronaca delle Belle Arti, in “Bollettino d’Arte”, VIII, 1914, p. 91.
  • Strinati, La Galleria Borghese di Roma. Gli ultimi acquisti. Giulio Cantalamessa, in “Emporium”, LX, 1924, pp. 601-612. 
  • Delogu, Giovan Battista Castiglione detto il Grechetto, Bologna 1928, p. 50.
  • Longhi, Precisioni nelle Gallerie Italiane, I, La R. Galleria Borghese, Roma 1928., pp. 226, 240. 
  • della Pergola, La Galleria Borghese. I Dipinti, I, Roma 1955, pp. 72-73 nn. 129-130. 
  • T.J. Standring, A signed "Penitence of St. Peter" by Giovanni Benedetto Castiglione, in "The Burlington Magazine", III, 1985, figg. 133, 134.
  • T.J. Strandring, Giovanni Benedetto Castiglione. Il Grechetto, in La pittura a Genova e in Liguria dal Seicento al primo Novecento, Genova 1987, p. 158.
  • Lamera, in Il genio di Giovanni Benedetto Castiglione, il Grechetto, catalogo della mostra (Genova, Accademia Ligustica di Belle Arti, 1990), Genova 1990, p. 64 e ss., n. 5.  
  • Herrmann Fiore, in Invisibilia. Rivedere i capolavori. Vedere i progetti, catalogo della mostra (Roma, Palazzo delle Esposizioni, 1992), a cura di M. E. Tittoni, S. Guarino, Roma 1992, p. 45. 
  • Heimbürger, Il Grechetto giovane: nuove proposte, in Studi di storia dell’arte in onore di Mina Gregori, Firenze 1994, p. 204.
  • Daprà, in Mattia Preti tra Roma, Napoli e Malta, catalogo della mostra (Napoli, Museo Nazionale di Capodimonte, 1999), a cura di N. Spinosa, Napoli 1999, p. 199.
  • Rutgers, in Rembrandt: dipinti, incisioni e riflessi sul ’600 e ’700 italiano, catalogo della mostra (Roma, Scuderie del Quirinale, 2002-2003), a cura di E. Hinterding, Ginevra 2002, p. 332.
  • Herrmann Fiore, Galleria Borghese Roma scopre un tesoro. Dalla pinacoteca ai depositi un museo che non ha più segreti, San Giuliano Milanese 2006, p. 176.