Galleria Borghese logo
Risultati della ricerca
X
Nessun risultato :(

Consigli per la tua ricerca:

  • I risultati del motore di ricerca si aggiornano istantaneamente non appena si modifica la chiave di ricerca.
  • Se hai inserito più di una parola, prova a semplificare la ricerca scrivendone solo una, in seguito si potranno aggiungere altre parole per filtrare i risultati.
  • Ometti parole con meno di 3 caratteri, ad esempio "il", "di", "la", perché non saranno incluse nella ricerca.
  • Non è necessario inserire accenti o maiuscole.
  • La ricerca di parole, anche se scritte parzialmente, includerà anche le diverse varianti esistenti in banca dati.
  • Se la tua ricerca non produce risultati, prova a scrivere solo i primi caratteri di una parola per vedere se esiste in banca dati.

Storie di Giuseppe Ebreo. La ricerca della coppa rubata

Ubertini Francesco detto Bachiacca

(Borgo San Lorenzo 1494 - Firenze 1557)

La tavoletta illustra un episodio tratto dalle Storie di Giuseppe Ebreo e fa parte di una serie di 6 pannelli eseguiti nel 1515-1516 da Francesco Ubertini detto Bachiacca per la camera nuziale di Pierfrancesco Borgherini e Margherita Acciaiuoli nel palazzo di famiglia a Firenze. Le opere facevano parte di un ampio e fastoso complesso decorativo le cui pitture erano state realizzate, oltre che dall’Ubertini, da artisti quali Andrea del Sarto, Jacopo Pontormo e Francesco Granacci. L’apparato fu ben presto smembrato e quattro dei sei pannelli di mano di Bachiacca finirono in collezione Borghese, dove vengono ricordati già dalla metà del Seicento. Variamente attribuiti a Raffaello, Giulio Romano e Orazio Gentileschi, furono ricondotti a Bachiacca da Giovanni Morelli, il quale ne ricostruì anche la provenienza Borgherini.


Scheda tecnica

Inventario
440
Posizione
Datazione
1515-1516
Tipologia
Periodo
Materia / Tecnica
olio su tavola
Misure
cm 26 x 14
Cornice

‘800 (cm. 44,5 x 62 x 6,6)

Provenienza

Firenze, collezione Piefrancesco Borgherini - Margherita Acciaiuoli, 1515-16; (?) Roma, collezione cardinale Ferdinando de’ Medici (Iommelli, schede invv. 425, 427); Roma, collezione Borghese, 1650; Inv. 1693, St. VII, n. 391; Inv. 1700, St. III, n. 106; Inv. 1790, St. X, nn. 26-27, 38-39; Inventario Fidecommissario Borghese 1833, p. 9, nn. 16-17, 22-23. Acquisto dello Stato, 1902.

Mostre
  • 1940 Firenze, Palazzo Strozzi
  • 1956 Firenze, Palazzo Strozzi
  • 1996 Firenze, Galleria degli Uffizi
  • 2010 Roma, Palazzo del Quirinale
Conservazione e Diagnostica
  • 1903-1905 Luigi Bartolucci
  • 1970 Oddo Verdinelli
  • 1978-1979 Gianluigi Colalucci
  • 1996 ENEA (indagini diagnostiche)

Scheda

La piccola tavola rappresentante l’episodio della Ricerca della coppa rubata fa parte di una serie di sei pannelli incentrati sulle storie di Giuseppe Ebreo eseguiti da Francesco Ubertini detto Bachiacca, artista fiorentino vissuto nella prima metà del Cinquecento e formatosi come allievo del Perugino. La serie fu commissionata nel 1515 da Salvi Borgherini per le nozze di suo figlio Pierfrancesco con Margherita Acciaiuoli, destinata a decorare la camera da letto degli sposi, i cui arredi, come ricordato da Vasari (1568), erano stati affidati a Baccio d'Agnolo. Oltre a quello in esame, altri tre pannelli si trovano tuttora in Galleria Borghese (inv. 425, L’arresto dei fratelli; inv. 427, Giuseppe Venduto; inv. 442 Ritrovamento della coppa rubata), mentre le due scene restanti sono conservate alla National Gallery di Londra (invv. 1218, 1219). Nell’ambito della serie, la scena qui esaminata è in stretto rapporto con il Ritrovamento della coppa rubata, suo pendant, in cui vengono ripresi alcuni dei personaggi. La decorazione dell’ambiente era completata da altri pannelli, affidati rispettivamente ad Andrea del Sarto, Jacopo Pontormo e Francesco Granacci, attualmente divisi tra Firenze (Galleria degli Uffizi, Palazzo Pitti) e Londra (National Gallery).

Le circostanze che portarono al trasferimento dei quattro pannelli Borghese a Roma sono tuttora sconosciute, ma è noto che la fastosa decorazione Borgherini avesse attirato l’attenzione dei collezionisti fin dal suo completamento nel 1517, tanto che, già una decina di anni dopo, i Medici manifestarono l’intenzione di smantellarla per donare le pitture al re di Francia. A tale operazione si oppose tenacemente la stessa Margherita Acciaiuoli (Vasari 1568; Ranalli 1845), tuttavia, negli anni Ottanta, i suoi eredi acconsentirono allo smembramento del complesso decorativo e le tavole di Andrea del Sarto e del Granacci finirono nelle mani di Francesco I de' Medici. In tale contesto si inserisce il trasferimento dei quattro pannelli di Bachiacca a Roma, forse pervenuti a Scipione Borghese proprio per il tramite mediceo, in particolare del cardinale Ferdinando de' Medici, a cui appartenevano diverse opere confluite nella collezione romana (per questa ipotesi si veda Iommelli, schede inv. 425 e inv. 427).

È certo che nel 1650 le quattro tavole fossero già di proprietà Borghese, come dimostra la citazione nella guida del Manilli, dove vengono descritte come opere di Raffaello. Successivamente, negli inventari della raccolta, sono ricordate con l’attribuzione a Giulio Romano (Inv. 1693) e a Orazio Gentileschi (Inv. 1700; Inv. 1790; Inv. Fid. 1833), quest’ultimo ripreso da Piancastelli (1891). Il nome dell’Ubertini viene proposto da Giovanni Morelli (1897), il quale riconduce le tavolette alla decorazione di Palazzo Borgherini, e accolto dalla critica successiva (Longhi 1928; De Rinaldis 1937; Berenson 1938; Marcucci 1958; Della Pergola 1959; Freedbreg 1961; Id. 1963; Monti 1965; Nikolenko 1966; Braham 1979; La France 2008). A partire dall’intervento morelliano fino a oggi, diversi disegni conservati tra Firenze, Parigi e Vienna sono stati messi in relazione alla serie di Bachiacca (Morelli 1897; Berenson 1937; McComb 1926; Gaeta Bertelà 1980; Fischer 1984; Riccardo 2020).

Dal punto di vista stilistico, l’artista è vicino ai modi del Perugino, suo maestro, e risente dell’influenza di Raffaello (Abbate 1965, Nikolenko 1966), del Franciabigio (Marcucci 1958; Mancini 1998) e di Andrea del Sarto; gli abiti dei personaggi presentano colori vivaci e una foggia che rimanda a tipologie di costumi diffuse nelle incisioni nordiche sugli esempi di Albrecht Altdörfer e di Luca di Leida (Bartoli 1996; Stefani 2000).

Pier Ludovico Puddu




Bibliografia
  • G. Vasari, Vite de’ più eccellenti architetti, pittori, et scultori italiani, da Cimabue a’ tempi nostri, Firenze 1568, ed. a cura G. Milanesi, V, Firenze 1880, p. 343; VI, Firenze 1881, pp. 160, 315, 455;
  • I. Manilli, Villa Borghese fuori di Porta Pinciana, Roma 1650, pp. 111-112;
  • P. Rossini, Il Mercurio Errante, Roma 1725, p. 95;
  • F. Fantozzi, Guida di Firenze, Firenze 1842, p. 117;
  • E. e C. Platner, Beschreibung der Stadt Rom, III, Stuttgart 1842, p. 282;
  • F. Ranalli, Storia delle arti in Italia, Firenze 1845, p. 820;
  • G. Rosini, Storia della pittura italiana, Pisa 1848, p. 145;
  • G. Frizzoni, Collezione di quaranta disegni scelti dalla Raccolta del Senatore Giovanni Morelli, riprodotti in eliotipia, Milano 1886, tav. X;
  • G. Piancastelli, Catalogo dei quadri della Galleria Borghese, in Archivio Galleria Borghese, 1891, pp. 270-271;
  • A. Venturi, Il Museo e la Galleria Borghese, Roma 1893, p. 201;
  • G. Morelli, Della pittura italiana. Studi storici critici: le Gallerie Borghese e Doria Pamphili in Roma, Milano 1897, pp. 95, 102;
  • G. Lafenestre, E. Richtenberger, La peinture en Europe. Rome. Les musées, les collections particulières, les palais, Paris 1905, p. 9;
  • M. Tinti, Francesco Bachiacca e i suoi arazzi, in “Dedalo”, I, 1920, pp. 805-806;
  • K. Woermann, Geschichte der Kunst, Leipzig-Wien 1920, IV, p. 383;
  • A. McComb, Francesco Ubertini (Bachiacca), in “The Art Bullettin”, VIII, 1926, p. 161;
  • R. Longhi, Precisioni nelle Gallerie Italiane, I, La R. Galleria Borghese, Roma 1928, p. 218;
  • B. Berenson, Pitture Italiane del Rinascimento, Milano 1936, p. 31;
  • A. De Rinaldis, Documenti inediti per la Storia della R. Galleria Borghese in Roma. III: Un Catalogo della Quadreria Borghese nel Palazzo a Campo Marzio redatto nel 1760, in “Archivi”, III-IV, 1937, p. 199;
  • B. Berenson, The Drawings of the Florentine Painters, Chicago 1938, I, p. 298; II, p. 20, nn. 182, 188; III, fig. 934;
  • Mostra del ‘500 toscano in Palazzo Strozzi, catalogo della mostra (Firenze, Palazzo Strozzi, 1940), Firenze 1940, pp. 24, 107;
  • A. De Rinaldis, Catalogo della Galleria Borghese, Roma 1948, p. 55;
  • P. Della Pergola, La Galleria Borghese in Roma, Roma 1951, p. 37;
  • L. Berti, Note brevi su inediti toscani, in “Bollettino d’Arte”, XXXVII, 1952, p. 258;
  • L. Ferrara, Galleria Borghese, Novara 1956, p. 38;
  • Il Pontormo e il Primo Manierismo Fiorentino, catalogo della mostra (Firenze, Palazzo Strozzi, 1956), a cura di U. Baldini, Firenze 1956, pp. 108-111;
  • A. Pigler, Barockthemen. Eine Auswahl von Verzeichnissen zur Ikonographie des 17. und 18. Jahrhunderts, I, Budapest 1956, pp. 60, 86;
  • L. Marcucci, Contributo al Bachiacca, in “Bollettino d’Arte”, XLIII-III, 1958, pp. 26, 38-59, nota 6;
  • P. Della Pergola, La Galleria Borghese. I Dipinti, II, Roma 1959, pp. 14-15 n. 10;
  • S. J. Freedberg, Paintings of the High Renaissance in Rome and Florence, Cambridge Mass. 1961, p. 630;
  • S. J. Freedberg, Andrea del Sarto, II, Cambridge 1963, p. 55;
  • F. Abbate, L’attività giovanile del Bachiacca fino al viaggio romano, in “Paragone”, CLXXXIX, 1965, pp. 24-49;
  • R. Monti, Andrea del Sarto, Milano 1965, pp. 145-147, nota 72;
  • J. Shearman, Andrea del Sarto, II, Oxford 1965, p. 232;
  • L. Nikolenko, Francesco Ubertini called il Bachiacca, Locust Valley 1966, pp. 35-36;
  • A. Braham, The bed of Pier Francesco Borgherini, in “The Burlington Magazine”, CXXI, 1979, pp. 754-765;
  • G. Gaeta Bertelà, in Le arti del principato mediceo, a cura di C. Adelson, Firenze 1980, pp. 65-66 nn. 55-57;
  • C. Fischer, Italian drawings in the J.F. Willumsen collection, Copenaghen 1984, pp. 66-68, n. 56;
  • N. Pons, La ' camera Borgherini ' e l'arredo del palazzo Rosselli Del Turco, in Gli antichi chiassi tra Ponte Vecchio e Santa Trinita, a cura di A. Bernacchioni, G. Trotta, Firenze 1992, pp. 179-183;
  • P. Costamagna, Pontormo, Milano 1994, pp. 124-125;
  • R. Bartoli, in L'officina della maniera. Varietà e fierezza nell'arte fiorentina del Cinquecento fra le due repubbliche 1494-1530, catalogo della mostra (Firenze, Galleria degli Uffizi, 1996-97) a cura di A. Cecchi, A. Natali, A. Petrioli Tofani, Venezia 1996, pp. 252-253;
  • M. Mancini, Francesco di Ubertino, detto Bachiacca, in Dizionario Biografico degli Italiani, L, 1998, ad vocem;
  • C. Stefani, in P. Moreno, C. Stefani, Galleria Borghese, Milano 2000, pp. 284-285;
  • K. Herrmann Fiore, Galleria Borghese Roma scopre un tesoro. Dalla pinacoteca ai depositi un museo che non ha più segreti, San Giuliano Milanese 2006, p. 143;
  • R. G. La France, Bachiacca. Artist of the Medici court, Firenze 2008, pp. 141-142, 149-150, n. 11;
  • L. Dolcini, Giuseppe nella cultura figurativa italiana dal IV al XVI secolo, in Giuseppe negli arazzi di Pontormo e Bronzino: viaggio tra i tesori del Quirinale, catalogo della mostra (Roma, Palazzo del Quirinale, 2010), a cura di Louis Godart, Loreto 2010, pp. 48-50;
  • B. Riccardo, Francesco Ubertini detto il Bachiacca: il pittore "dimenticato" della corte medicea, in "Theory and Criticism of Literature and Arts", XI, 2019, pp. 26-34.