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San Sebastiano curato dalle pie donne

Rustici Francesco detto Rustichino

(Siena 1592 - 1626)

La tela fu eseguita da Francesco Rustici e venduta dal pittore a Scipione Borghese nel 1624-1625. Il soggetto raffigura un noto episodio della passione di Sebastiano, giovane comandante della prima coorte pretoriana (284-305), che dopo aver convertito molti pagani alla religione cristiana fu condannato al martirio dall’imperatore Diocleziano. Legato a un palo, il santo fu bersagliato da frecce dai suoi stessi commilitoni che, credutolo morto, ne abbandonarono il corpo nei pressi della Cloaca Maxima. Qui fu trovato nottetempo dalla matrona Irene che, in compagnia di una serva, decise di prestargli soccorso, estraendo con cura i dardi dalle ferite.


Scheda tecnica

Inventario
032
Posizione
Tipologia
Periodo
Materia / Tecnica
olio su tela
Misure
cm 150 x 211
Provenienza

Roma, collezione Borghese, 1650 (Manilli 1650, p. 8); Inv. 1693, St. IX, n. 1; Inv. 1700, St. IX, n. 6; Inv. 1790, St. IV, n. 69; Inventario Fidecommissario 1833, p. 22; Acquisto dello Stato, 1902.

Mostre
  • 2005-2006 Siena, Palazzo Squarcialupi.
Restauri
  • 1996 Elena Zivieri, Guido Piervincenzi (restauro completo della cornice e della tela).

Scheda

Il dipinto è segnalato per la prima volta presso il casino di Porta Pinciana da Iacomo Manilli che nel 1650 lo descrive con la giusta attribuzione al pittore senese: "il grande di S. Bastiano, con due donne che gli cavano le frecce. è del Rustichino da Siena". Con tale nome, l'opera è citata in tutti gli inventari e le fonti successive, confusa soltanto da François Raguenet nel 1701 (p. 13) che, secondo Paola della Pergola (1959, p. 51), lo attribuì al 'Mecherino' per una semplice distrazione.

L'opera raffigura un soggetto caro alla devozione cristiana: il martire Sebastiano, curato da Irene, dopo che il suo corpo, bersagliato da frecce, fu gettato nella Cloaca Maxima. Rustici decide infatti di rappresentare il momento in cui la pia donna, assistita dall'aiutante, sta estraendo uno dei dardi dal fianco del santo, curandone le ferite.

Secondo la critica, la tela fu venduta dall'artista senese a Scipione Borghese durante uno dei suoi brevi soggiorni romani, con buona probabilità tra il 1624-1625, quando Rustici è documentato negli Stati d'anime della parrocchia di San Lorenzo in Damaso, in una casa in vicolo delle Stalle insieme a Girolamo Tantucci, vescovo di Grosseto, e all'incisore Orazio Brunetti (Sani 1997, pp. 434, 457; Pezzo 2017), autore - quest'ultimo - di un cospicuo numero di stampe su disegno del senese.

Diverse varianti di questa tema, ritenute autografe del pittore, si conservano: nel Museo delle Arti Figurative di Ekaterinburg, opera pubblicata da Markova e ritenuta cronologicamente più tarda rispetto al presente dipinto (1994, p. 247, fig. 2); nella chiesa di San Sebastiano di Narbonne, segnalata da Roberto Longhi nel 1928 (p. 179); presso le Gallerie fiorentine (Spinelli 1997, pp. 24-25); e la Pinacoteca di Siena, quest'ultima terminata dal padre Vincenzo Rustici, a causa della morte prematura del pittore, avvenuta nell'aprile 1626 (Bagnoli 1980, pp. 89, 187). Un'ulteriore tela con analogo soggetto è stata infine pubblicata nel 2017 da Marco Ciampolini (p. 271, fig. 47), che ha restituito l'opera al catalogo del senese, precedentemente avvicinata all'ambito del pittore Trophime Bigot.

  Antonio Iommelli


Bibliografia
  • I. Manilli, Villa Borghese fuori di Porta Pinciana, Roma 1650, p. 80;
  • F. Raguenet, Les Monuments de Rome ou descriptions, Amsterdam 1701, p. 13;
  • L. Lanzi, Storia Pittorica dell’Italia dal risorgimento delle Belle Arti fin presso la fine del XVIII secolo, I, Bassano 1789, p. 564;
  • G. Piancastelli, Catalogo dei quadri della Galleria Borghese in Archivio Galleria Borghese, 1891, p. 277;
  • A. Venturi, Il Museo e la Galleria Borghese, Roma 1893, p. 47;
  • R. Longhi, Precisioni nelle Gallerie Italiane, I, La R. Galleria Borghese, Roma 1928, p. 179;
  • P. Della Pergola, La Galleria Borghese. I Dipinti, II, Roma 1959, p. 51, n. 72;
  • P. Della Pergola, L’Inventario Borghese del 1693 (III), in “Arte Antica e Moderna”, XXX, 1965, p. 204;
  • E. Borea, in Caravaggio e caravaggeschi nelle Gallerie di Firenze, catalogo della mostra (Firenze, Palazzo Pitti, 1970), a cura di E. Borea, Firenze 1970, p. 53;
  • E. Bénezit, Dictionaire critique et documentaire des peintres, sculpteurs, dessinateurs et graveurs, Paris 1976, vol. IX, p. 194;
  • A. Bagnoli, in L’arte a Siena sotto i Medici: 1555 – 1609, catalogo della mostra (Siena, Museo Civico, 1980), a cura di F. Sricchia Santoro, Roma 1980;
  • M. Ciampolini, in Pitture senesi del Seicento, catalogo della mostra (Firenze, Palazzo Strozzi, 1989; Firenze, Palazzo Ridolfi, 1989; Siena, Museo Civico, 1989-1990), a cura di G. Pagliarulo, R. Spinelli, Firenze 1989, pp. 18-20, n. 3;
  • E. Fumagalli, Pittori senesi del Seicento e committenza medicea: nuove date per Francesco Rustici, in “Paragone/Arte”, XLI, 1990, pp. 69-82, p. 73;
  • G. Papi, Novità sul soggiorno italiano di Gerrit Honthorst, in “Paragone/Arte”, XLI, 1990, pp. 47-68, pp. 47-68;
  • V. Markova, Qualche nota sul Seicento senese: Rutilio Manetti e Francesco Rustici, in “Studi di storia dell’arte in onore di Mina Gregori”, Cinisello Balsamo 1994, p. 247, fig. 2;
  • B. Sani, in Il Cinquecento e il Seicento, in Pittura senese, a cura di G. Chelazzi Dini, A. Angelini, B. Sani, Milano 1997, p. 434;
  • R. Spinelli, Francesco Rustici e Giovan Battista Marmi in Palazzo Panciatichi a Firenze, Firenze 1997, pp. 12, 24-25;
  • I. Auffret-Duriez, Saint Sébastien soigné par Irène par Fracesco Rustici (1592-1626) au Musée Picardie à Amies, in "Revue du Louvre", LI, 2001, pp. 55-65;
  • M. Ciampolini, in Luce e ombra: caravaggismo e naturalismo nella pittura toscana del Seicento, a cura di P. Carofano, Pisa 2005, p. CXLVI;
  • B. Granata, scheda in Siena e Roma. Raffaello, Caravaggio e i protagonisti di un legame antico, catalogo della mostra (Siena, Palazzo Squarcialupi, 2005), a cura di B. Santi, C. Strinati, Siena 2005, p. 378, n. 5.9;
  • K. Herrmann Fiore, Galleria Borghese Roma scopre un tesoro. Dalla pinacoteca ai depositi un museo che non ha più segreti, San Giuliano Milanese 2006, p. 16;
  • M. Ciampolini, Pittori senesi del Seicento, III, Siena 2010, pp. 675, 677, 678, 685, 686;
  • M. Ciampolini, Francesco Rustici detto il Rustichino, certezze e novità, in Il buon secolo della pittura senese. Dalla maniera moderna al lume caravaggesco, catalogo della mostra (Montepulciano-Pienza-San Quirico d’Orcia, 2017), a cura di M. Ciampolini et al., pp. 271-272;
  • A. Pezzo, Rustici Francesco, detto il Rustichino, in Dizionario Biografico degli Italiani, LXXXIX, Roma 2017, ad vocem.